Cerignola sotterranea

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di Domenico Carbone

L’intera Terravecchia è percorsa in ogni direzione da vere e proprie strutture sotterranee ben ordinate nella tessitura delle parti e costruite con eccezionale perizia tecnica sia nell’uso dei materiali che nella tecnica costruttiva. Così riferisce in una relazione l’ing. Giuseppe Di Pace a seguito di una visita al complesso interrato sottostante Palazzo Ducale e di sondaggi geologici nell’area.  Doveva trattarsi di vera e propria struttura militare, tipicamente medioevale, e soltanto successivamente adibita ad emporio o deposito di cereali soprattutto nella parte prima occupata dal fossato della residenza ducale.

Se quella di Di Pace è una testimonianza attendibilissima, ma pur sempre tecnica, quella personale di un giovanissimo Luciano Antonellis rimane la più sicura ed affascinante nella sua ricostruzione. Racconta Antonellis in “Cerignola sotterranea, ed.Miulli 2009” che facendo parte, undicenne, di una delegazione comunale incaricata dal Ministero della Guerra di utilizzare spazi sotterranei per rifugi antiaerei per la popolazione civile durante la seconda guerra mondiale, scoprì l’esistenza di ampia cavità nella piazza, antistante Palazzo Ducale in direzione della Chiesa del Carmine, all’epoca intitolata a Vittorio Emanuele II.

Scese due rampe di gradini, la comitiva si trovò inconsapevolmente sul palcoscenico di un immenso teatro (foto), ad un’altezza di una decina di metri dal piano di calpestio. “Ci si trovava insomma al centro del fossato che una volta circondava il castello, non a forma di corona circolare come avevano sostenuto Teodoro Kiriatti e Luigi Conte, ma a sezione trapezoidale di 20 metri d’altezza e larghezza. Un sito sotterraneo non fu scelto come rifugio, perché privo di vie di fuga. Il tutto fu murato e purtroppo consegnato soltanto alla scrittura di libri e di memorie.

Rimane la suggestione storica per la quale i percorsi sotterranei , incidentalmente citati a proposito della battaglia di Cerignola del 1503, si siano ripresentati nella loro “utilità bellica” in occasione del secondo conflitto mondiale.