Piano di sviluppo rurale, Confagricoltura contro la Regione

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Le difficoltà della Regione Puglia relativamente alle misure strutturali, quelle che prevedono il sostegno agli investimenti delle imprese agricole e dei giovani agricoltori, sono arcinote, né è il caso di elencare i problemi alla base dei ritardi nella spesa che mettono in serio rischio la Regione dal disimpegno automatico da parte dell’Unione europea. Ma alla luce degli ultimi avvenimenti riguardanti l’annullamento dell’avviso pubblico per l’operazione 4.1.a (bando 2019) e della proroga dei tempi per la consegna di alcuni documenti da parte dei soggetti ammessi all’istruttoria tecnico-amministrativa, in barba a quanto prevedeva il bando di riferimento, Confagricoltura Foggia deve esternare le sue perplessità.

Pur nella certezza che il governatore Emiliano e l’Autorità di Gestione del Piano di sviluppo rurale, Luca Limongelli, siano mossi dai migliori propositi, non possiamo non evidenziare che le decisioni degli ultimi giorni corrono il rischio di portare la Regione Puglia e il suo PSR nella direzione assolutamente opposta a quella auspicata. Annullare un bando, che probabilmente era scevro dei problemi tecnici alla base dei ritardi finora maturati, per concentrare le risorse umane regionali su un bando il cui epilogo è lontano da vedere, non sembra una scelta illuminata. Come pure apportare modifiche ex-post a un bando, sembra il modo più semplice per prestare il fianco ad ulteriori e inevitabili, e forse pertinenti, ricorsi.

Con l’augurio di sbagliarci!